
La
nuova era della gestione documentale’.
Intervista a Nicola Rivezzi, IT Manager
pubblicata su Sistemi&Impresa
N.8 - novembre 2011
Metropolitana
Milanese Spa e DocFlow insieme in un progetto
di reingegnerizzazione dei processi che prende
il via da un nuovo concetto di documentazione
per commessa
Da società ingegneristica
nata nel 1955 come partecipata del Comune – con
lo scopo di progettare e realizzare linee metropolitane
della città di
Milano –
a costruttore di opere di viabilità e
di edifici pubblici, realizzatore di interventi
di ingegneria idraulica e gestore del Servizio
Idrico Integrato della Città di Milano.
Rispetto alla mission iniziale, Metropolitana
Milanese si è costantemente evoluta nel
suo know-how, arrivando a rappresentare oggi
un’importante
società ,
con un un’anima fortemente influenzata
da un’efficienza
non comune nelle aziende a totale capitale pubblico.
Oggi le attività sono anche rivolte ad
una parte dei grandi lavori in agenda per l’Expo
2015, l’appuntamento
che Milano aspetta guardando il suo skyline che
cambia di giorno in giorno. La mission dell’azienda
prevede la presenza nella realizzazione di infrastrutture
per il
trasporto di massa ed interventi per la risoluzione
dei problemi legati al traffico, alla viabilità,
all’ambiente. Ma non
solo. Metropolitana Milanese è
attiva nella gestione del ciclo integrato delle
acque, gestito in efficienza ed economicità.
Questo approccio assicura ai milanesi e ai pendolari
i fabbisogni idrici, in maniera adeguata in quantità e
ottimale in qualità.
Obiettivo della strategia di MM è anche
incrementare collaborazioni e sinergie con il
sistema delle ‘società partecipate’ del
Comune di Milano, per creare quel volano di conoscenze
e relazioni indispensabili ad arrivare puntuali
all’appuntamento dell’Expo.
Dal 2004 Metropolitana Milanese ha affidato a
DocFlow la fornitura del servizio per la dematerializzazione
dei documenti cartacei e per lo snellimento di
tutte le attività complesse di progettazione
e ingegneria. I bisogni che hanno orientato MM
a richiedere l’intervento
di DocFlow comprendevano la riduzione dei tempi
di attraversamento e di rilascio della documentazione
ufficiale, la sostituzione dell’archivio
cartaceo con quello elettronico e, soprattutto,
un monitoraggio efficace sugli stadi di progettazione
delle opere di ingegneria.
Nicola Rivezzi, It manager di Metropolitana Milanese
Spa, incontra Sistemi&Impresa raccontando la
sua azienda e la storia della collaborazione che
lega MM a DocFlow.
Cosa
significa per Metropolitana Milanese innovare
attraverso la tecnologia?
Il tema dell’innovazione attraverso la tecnologia è sentito
a 360 gradi. Perché oggi la tecnologia è il
fattore che rende più efficaci i processi
stessi. Metropolitana Milanese ritiene che la tecnologia
deve avere questo ruolo: sia per quanto riguarda
il governo dei processi interni, sia per quanto
riguarda il prodotto. Abbiamo due anime, quella
ingegneristica tout court e quella legata alla
gestione del servizio idrico. Per entrambe le identità di
MM la tecnologia si rivela una componente fondamentale,
nell’ottica di una maggiore efficienza ed
efficacia dei processi. Oggi una delle sfide maggiori
in questo settore è il
contenimento dei costi legati all’energia.
In
che modo la tecnologia abilita l’innovazione
dei processi interni?
Il progetto che abbiamo portato a termine con
DocFlow è
proprio un esempio di come i processi si possano
innovare, innanzitutto rendendoli più efficienti.
Nel caso dell’emissione dei documenti tecnici
di progettazione ci permette di controllare il
processo di progettazione e di ridurre il tempo
di attraversamento del ciclo di vita dei singoli
documenti. Attraverso le funzionalità adottate
per la gestione documentale possiamo ora monitorare
le fasi di vita di un documento di progetto:
dalla sua ideazione alla sua condivisione e approvazione
e, successivamente, all’archiviazione.
Possiamo dire che oggi l’innovazione
cammina su due binari paralleli: di prodotto
e di processo?
Sicuramente sì. L’innovazione
di processo si riflette poi su quella di prodotto,
che non è altro se
non la punta di un iceberg che potremmo definire
come la reingegnerizzazione dei processi interni.
In questo senso l’innovazione di prodotto
diviene un ‘di cui’ dell’innovazione
di processo, un’inevitabile conseguenza.
Un esempio di innovazione è
l’evoluzione del nostro business nel tempo,
che ci ha portato oggi a essere operativi nei
lavori di progettazione
dell’Expo. Nel 2003 il business di MM è stato
ulteriormente ampliato, quando il Comune ha deciso
di affidarle
la gestione del servizio idrico integrato.
Quale
il modello organizzativo adottato dall’azienda?
Ad oggi MM è composta da circa
750 addetti, di cui 250 operativi nella parte ingegneristica
dedicata ai progetti della rete metropolitana e
della viabilità,
i restanti 500 attivi nella gestione del servizio
idrico. Un’area del ‘servizio idrico’ è dedicata
alla progettazione delle infrastrutture idrauliche,
ed è compresa
nell’anima ingegneristica di MM, presidiata
dai 250 dipendenti che citavo. I restanti sono
dipendenti del servizio idrico e sono dedicati
alla gestione del servizio. Con loro portiamo avanti
anche attività di monitoraggio su
tutti i corsi d’acqua, fiume Seveso compreso,
oggi come una volta sotto i riflettori per i problemi
di esondazione che storicamente
lo hanno interessato.
NIn
questo contesto, come opera l’It? Quale
il suo ruolo nella relazione con le altre funzioni?
Negli ultimi tempi abbiamo assistito a
un cambiamento strutturale della funzione: prima
l’It svolgeva
più un servizio di gestione, necessitando
dell’ausilio di un consulente esterno per
la parte progettuale ed innovativa. Questo cambiamento
nella funzione It è il riflesso
di una riorganizzazione che ha coinvolto l’intera
società.
Un cambiamento voluto dai vertici, che hanno saputo
valorizzare il supporto che l’it è in
grado di offrire a questa riorganizzazione. Il
nostro contributo inizia prima di tutto dall’ascolto
dei bisogni degli utenti rispetto alle guide strategiche
aziendali. Spesso il bisogno del singolo non tiene
conto di quello della società.
Compito dell’It è proprio quello di
saper comunicare la motivazione di certe decisioni.
Un It molto diverso dal paradigma di 20 o 30 anni
fa, che vedeva il tecnico chiuso in uno scantinato
a verificare che le macchine funzionassero. Oggi
la preoccupazione dell’It è riuscire
a fornire tutta la tecnologia possibile da finalizzare
a un funzionamento fluido e snello dell’azienda.
Nostro obiettivo è facilitare il lavoro
ai dipendenti. Un ruolo quindi vicino al business,
un compito che diventa strategico solo se la persona
dell’It è disponibile
a comprendere il business dell’azienda.
Quando il primo incontro con DocFlow? Quale
il bisogno che ha determinato la scelta del fornitore?
DocFlow era già il nostro candidato ‘naturale’ allo
sviluppo di un’applicazione per la documentazione
tecnica, perché gestiva già dal
2004 la parte di documentazione afferente la ‘corrispondenza’.
Attraverso una software selection abbiamo comunque
individuato in DocFlow il partner ideale, in
quanto l’applicazione offerta
dalla società presentava una serie di
caratteristiche legate alla semplicità d’uso
e alla fruibilità per l’utente.
Un valore aggiunto che altri servizi non garantivano.
Abbiamo avuto modo in seguito di arricchire la
soluzione, lavorando a stretto contatto con i
consulenti di DocFlow. Grazie a questa collaborazione
possiamo dire oggi che consideriamo DocFlow un
vero e proprio Partner di Metropolitana Milanese.
Entriamo
nel merito degli interventi operati da DocFlow
per Metropolitana Milanese…
Ho seguito in prima persona il progetto sulla
nuova gestione della documentazione tecnica
e sulla protocollazione. Per quanto riguarda
quest’ultima l’obiettivo
era ampliarne l’utilizzo alla parte di ‘protocollazione
interna’ e alla distribuzione. In sostanza
l’intervento
di DocFlow era mirato da una parte alla completa
dematerializzazione della documentazione cartacea,
dall’altra
all’architettura di un sistema informativo
in grado di gestire la documentazione tecnica
di ogni progetto ingegneristico. Stiamo per
introdurre l’integrazione
di questa applicazione col sistema di posta
elettronica, per rendere più agevole
la protocollazione delle mail. Ci apprestiamo
a operare una serie di cambiamenti di processo
da cui ci attendiamo un ritorno in termini
di efficacia ed efficienza. Il progetto dedicato
alla gestione della documentazione tecnica
per gli ingegneri è quello che
più di altri ha richiesto attenzione e cura.
Durante il mese di gennaio 2011 è partita
la versione ‘pilota’.
L’introduzione è stata molto lenta
e complessa per l’alto numero di utenze coinvolte.
Tutto il ciclo di vita della documentazione di
progetto e di cantiere oggi è gestito completamente
dall’applicazione di DocFlow:
dalla definizione delle ‘WBS’ di
progetto (work breakdown structure) –
una sorta di albero a caselle che identifica dal
generale al particolare gli elementi principali
del progetto – fino
ad arrivare alla fase del ciclo di vita di un documento.
Alla
luce di questo intervento, quali le aspettative
di miglioramento organizzativo previste per
il futuro?
Quella più grande è la riduzione
del lead time di progettazione. Ci aspettiamo che
i benefici di questo intervento si traducano in
un miglior monitoraggio del processo di emissione
e approvazione dei documenti. In un maggior controllo
e in un’immediata reperibilità dei
documenti stessi. Ci attendiamo che il contributo
di DocFlow si dimostri prezioso nella progettazione
delle commesse che abbiamo in agenda.
A quali
commesse fa riferimento, quali i progetti in
cantiere?
Parliamo di commesse caratterizzate
da dimensioni importanti. La realizzazione del
pilota ha
riguardato il progetto sul prolungamento della
Linea Uno della metropolitana nella tratta Sesto
- Monza Bettola. Stiamo parallelamente avviando
percorsi di formazione del personale sul prolungamento
della linea tranviaria numero 15 con destinazione
Rozzano (MI). A ottobre abbiamo dato il via alla
gestione documentale sul progetto di realizzazione
del parcheggio Rho-Fiera, sui lavori sulla Linea
92 e su alcune commesse di rifacimento della
rete idrica, che comprende fognatura e acquedotto.
Come
si condividono le informazioni tra le persone
dei team dedicati ai diversi progetti?
Il sistema documentale da questo punto
di vista ci sta aiutando, perché – grazie
alla definizione della struttura di commessa
e all’attribuzione
delle autorizzazioni – stiamo organizzando
delle ‘aule
virtuali’ dove ingegneri e tecnici dedicati
al progetto trovano tutte le informazioni riguardanti
la commessa. Si tratta di una stanza virtuale
che raccoglie la documentazione obbligatoria,
un vero e proprio dashboard che permette di tenere
tutta la documentazione sotto controllo. Grazie
a questa soluzione siamo a conoscenza in ogni
istante del ciclo di vita di ogni progetto. In
fase di delivery questo strumento si rivela un’assoluta
garanzia di qualità dell’output.
Per il futuro il desiderio è riuscire
a condividere anche con l’esterno la documentazione
sullo stato dei progetti, attraverso il web.
Per
quanto riguarda la formazione dei dipendenti
sull’utilizzo del gestionale
documentale, quali attività sono state
organizzate?
Noi gestiamo la formazione come propedeutica
all’attivazione
della risorsa sulla singola commessa. Coinvolgiamo
i diversi team dedicati a ogni progetto in sessioni
formative a ridosso della partenza dei lavori.
Abbiamo identificato un metodo efficace, perché scalare.
Non sarebbe possibile organizzare attività formative
efficaci se il workload di progetto non fosse
distribuito nel tempo. Per organizzare i corsi
ci siamo avvalsi del contributo dell’area
Risorse Umane, un aiuto indispensabile per la
pianificazione delle esigenze e per il coordinamento
dei corsi..
Next step per
Metropolitana Milanese?
Il progetto di nuova gestione della
documentazione è ‘Live’ sulla
parte di ingegneria, ancora da completare sulla
parte di gestione idrica. Abbiamo de- finito
il team di lavoro che si occuperà del
progetto documentale per la gestione idrica.
A breve faremo una riunione di start up. Mi auguro
di estendere anche a quest’area i benefici
dell’intervento operato da DocFlow
già sulla parte ingegneristica.
A cura di di Luca
Papperini.
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