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Il coraggio di innovare
Dematerializzare
la lavorazione del ciclo passivo delle fatture
per migliorare l’efficienza e la governance
dei processi documentali a supporto di processi
di business governati da Sap. Questo il progetto
che Galileo Avionica, società del Gruppo
Finmeccanica, ha avviato con DocFlow implementando
Synergy, la soluzione per l’automatizzazione
e semplificazione della gestione dei processi
amministrativi. Quali le motivazioni che hanno
portato all’introduzione di una soluzione
che si è rivelata un propulsore in grado
portare innovazione all’organizzazione nel
suo complesso? Il processo di gestione del ciclo
passivo (circa 60.000 fatture), era distribuito
tra 6 sedi ma in modalità totalmente destrutturata,
senza corrispondenza tra carichi di lavoro e personale.
Con inevitabili conseguenze in termini di inefficienze
e negativi impatti sui costi. Era dunque urgente
migliorare la distribuzione dei carichi di lavoro
centralizzando gli archivi e ottimizzando la governance
complessiva della gestione del ciclo passivo,
senza compromettere i livelli occupazionali.
Synergy consente di centralizzare la contabilità
fornitori unificando i processi di lavorazione
e approvazione, accedere ai documenti direttamente
dal client SAP, eliminare gli interscambi di documenti
tra sedi contabili e sedi operative per approvazioni
e anomalie, semplificare i processi, notificare
immediatamente i diversi eventi che accadono ed
eliminare gli archivi cartacei grazie alla Conservazione
Sostitutiva.
Il progetto si è concretizzato con il più
totale coinvolgimento degli utenti che, grazie
all’approccio del prototipo incrementale
adottato da DocFlow, sono stati coinvolti sin
dalle sue prime fasi, provando sul campo il ‘prototipo’
della soluzione.
Abbiamo approfondito le dinamiche del progetto
e la sua effettiva implementazione in azienda
con il dottor Piero Rancilio, VP Deputy CEO Financial
Controller di Galileo Avionica. Che ci spiega
in questa intervista come tutti i percorsi di
innovazione richiedono la predisposizione ad assumersi
dei rischi. E anche coraggio. Per sostenere le
proprie scelte in attesa dei risultati.
"Oggi
tutti lavorano meglio, si stanno abituando a usare
il sistema digitale abbandonando la carta, con
notevoli vantaggi nel reperimento delle informazioni,
nell'archiviazione, nella visualizzazione del
complessivo iter fatto dal documento"
Qui di seguito
il testo completo dell'intervista a Piero Rancilio,
VP Deputy CEO Financial Controller di Galileo
Avionica realizzata a cura di Chiara Lupi e pubblicata
su SISTEMI & IMPRESA
Dottor
Rancilio, ci può raccontare la realtà
Galileo Avionica?
Siamo una società del Gruppo Finmeccanica,
con un fatturato annuo in Italia di circa 600
milioni di euro, dislocata in sette siti operativi
e nata dalla fusione di più società
del gruppo. Galileo Avionica SpA è riconoscibile
nel gruppo dal brand Selex Galileo, che raccoglie
tutte le attività italiane e inglesi nell’ambito
dell’elettronica per la difesa, uno dei
core business di Finmeccanica. In Europa contiamo
in totale settemila persone, di cui circa tremila
in Italia e le restanti in Inghilterra, per un
fatturato complessivo di un miliardo e mezzo di
euro.
Galileo Avionica S.p.A. nasce nel 2001 attraverso
l’aggregazione di aziende del gruppo Finmeccanica
dislocate su tutto il territorio nazionale, ognuna
con sistemi e processi propri, nel corso del tempo
abbiamo introdotto sistemi informativi condivisi,
fino all’implementazione di un sistema Sap
unico.
L’intervento
di DocFlow riguarda in modo specifico l’automazione
del ciclo passivo. Quali le problematiche che
riguardavano questo ambito?
Per quanto concerne il ciclo passivo, uno dei
problemi principali riguardava la distribuzione
delle attività, poco coerente con la dislocazione
delle persone: in alcuni siti (6 i settori contabili,
dove ognuno fa capo a uno o più stabilimenti
di produzione, ndr) il numero di persone presenti
non era coerente rispetto al carico delle attività,
mentre in altri si verificava una situazione opposta.
Da qui l’esigenza di migliorare le modalità
di distribuzione del lavoro riguardante il ciclo
passivo, a prescindere dal sito di registrazione
dell’attività.
E qui
entra in scena DocFlow…
Esattamente. Abbiamo adottato la soluzione Synergy
di DocFlow che ci permette di archiviare in un
unico ambiente tutte le immagini delle fatture,
che sono potenzialmente poi registrabili e contabilizzabili
da chiunque, ovunque si trovi, perché condivise
in uno stesso repository. Non è piu’
dunque indispensabile la presenza cartacea del
documento per registrare: l’attività
è centralizzata e distribuita nello stesso
tempo.
Nel progetto, iniziato nel 2006, la parte consulenziale
si è rivelata importante nella progettazione
del ciclo organizzativo di processo e ha trovato
la giusta mediazione per adeguare l’implementazione
del software alle nostre esigenze.
È
possibile individuare le fasi del progetto?
Inizialmente abbiamo verificato la coerenza della
proposta teorica con i processi in essere. Con
una analisi approfondita abbiamo accettato di
evolvere verso un modello operativo il più
possibile “less paper”: cioè
razionalizzare il flusso documentale fino alla
autorizzazione al pagamento.
Il nostro obiettivo era evitare che una non bilanciata
riduzione delle risorse sui vari siti avesse effetti
sul livello della prestazione offerta.
E’ stata poi introdotta l’acquisizione
dei singoli documenti nei vari siti, in un momento
successivo concentrati in un unico centro di raccolta.
Questo ha introdotto la possibilità delle
comunicazione elettroniche verso tutti gli altri
enti aziendali coinvolti nel processo con significativi
benefici. Un passaggio non da poco per un’azienda
che gestisce all’incirca 60.000 fatture
all’anno, e che ora ha la possibilità
di eliminare l’archivio cartaceo gestendo
tutto il processo in modalità digitale.
Il processo
ha poi avuto una evoluzione?
Dall’idea iniziale abbiamo esteso gradualmente
il progetto a una serie di attività che
gestivamo in modo manuale, non necessariamente
amministrative, come il processo di liquidazione-autorizzazione
al pagamento delle fatture per prestazione.
Il terzo step sarà valutare se, oltre all’acquisizione
via scanner delle fatture, potremo passare all’acquisizione
via mail dell’informazione. Un cambiamento
che, dal punto di vista organizzativo, comporterà
anche una modifica del nostro Sap. In prospettiva,
inoltre, vorremmo adottare lo stesso percorso
anche sul ciclo attivo, non tanto per razionalizzare
il processo, ma per rendere più semplice
e trasparente la tracciabilità dei documenti
che sono associati, per esempio, ai serial number
dei componenti oggetto di fornitura.
Possiamo
riepilogare i vantaggi che avete ottenuto?
Innanzitutto vantaggi indiretti: abbiamo introdotto
un modo di operare differente in un ciclo in cui
cambiavano periodicamente gli strumenti e i sistemi
per la contabilità, ma non i processi.
Il modo di registrare le fatture, insomma, era
sempre lo stesso; per questo anche il passaggio
concettuale di lavorare non più su carta
ma a video ha avuto bisogno di tempi di assimilazione
fisiologici, che permettessero di abbattere la
naturale resistenza al cambiamento che le persone,
anche inconsciamente, mettono in atto. Per questo
è stato necessario anche un forte supporto
del partner e un altrettanto forte commitment
da parte del management e delle persone coinvolte,
che andasse oltre il supporto al superamento delle
naturali prime difficoltà di adozione di
un nuovo sistema e dei rallentamenti che ne conseguono.
Quando si affrontano progetti di questa entità
è necessario considerare che alle piccole
difficoltà che si incontrano, seguiranno
grossi vantaggi in futuro. E chi promuove il progetto
deve prendersi le responsabilità delle
inefficienze, e soprattutto sciogliere i dubbi,
che possono sorgere nella fase di passaggio.
Cosa
è cambiato al vostro interno?
Oggi, a conti fatti, tutti lavorano meglio, si
stanno abituando a usare il sistema digitale abbandonando
la carta, con notevoli vantaggi nel reperimento
delle informazioni, nell’archiviazione,
nella visualizzazione del complessivo iter fatto
dal documento; inoltre abbiamo razionalizzato
tutto il processo di autorizzazione alla liquidazione
delle fatture. Quando saremo pronti per il terzo
passaggio, e cioè la loro acquisizione
via mail, avremo un’ulteriore riduzione
dei tempi tecnici di ricezione e acquisizione
del documento e rapporti migliori e più
trasparenti con i clienti.
Il processo
si è svolto senza particolari ostacoli
anche grazie al supporto del partner in tutta
la fase di implementazione del progetto…
Sì. Il valore dell’approccio DocFlow
risiede nel fatto di essere incrementale; l’avanzamento
nel progetto fase dopo fase consente di risolvere
subito eventuali problematiche che emergono in
qualsiasi punto del processo, che si tratti di
disfunzioni tecniche o organizzative, e permette
il trasferimento graduale del know how dal partner
agli operativi di sito per utilizzare al meglio
e, in prospettiva, autonomamente gli strumenti
implementati.
Quali
i profili coinvolti nel progetto?
L’idea è nata casualmente dalla lettura
di una pubblicità generica che mi ha suggerito
la possibilità di un approccio metodologico
diverso più coerente con la nuova realtà
aziendale. Mi sono rivolto alla Direzione Ict
per capire come e se quest’idea fosse compatibile
e integrabile con il nostro Sap. Una volta verificatane
la fattibilità e avendo trovato in DocFlow
il partner, abbiamo sponsorizzato il progetto
ai vertici aziendali, presentando loro rischi
e vantaggi del nuovo approccio, specie in fase
di implementazione. Una volta avuto il loro sostegno,
abbiamo dato avvio al progetto e ottenuto quanto
ci eravamo prefissati.
Grazie
al progetto si è dunque migliorata la distribuzione
del lavoro…
Sì. Come accennavo prima, il progetto ha
avuto miglioramenti anche a livello organizzativo,
perché ci ha permesso di ridurre il numero
di persone adibite al processo, ridistribuendole
su altre attività. Investiremo maggiormente
in risorse sui nostri due siti di Firenze e Nerviano,
che rimangono due nuclei centrali di amministrazione,
mentre negli altri la tendenza è mantenere
una presenza dedicata a questo processo per ogni
sito.
Le soluzioni
It abilitano un’innovazione di processo
e snelliscono le attività interne. Possiamo
dire che è stato così anche per
voi?
Sì. Però alle tecnologie si deve
accompagnare un approccio innovativo e una certa
propensione al rischio; a cui affiancare soluzioni
che essendo realmente tarate sulle esigenze dell’azienda,
diano un effettivo valore aggiunto alla gestione
del processo aziendale. Partendo con piccoli obiettivi
e piccoli passi. Perché attendersi immediatamente
risultati elevati rischia di vanificare il lavoro
complessivo. Mentre i piccoli passi danno subito
evidenza dei benefici concreti che si possono
ottenere, mantengono alto l’interesse da
parte dei vertici e degli utenti coinvolti nel
progetto in corso, anche nei momenti meno ‘entusiasmanti’
o stimolanti.
Quale
l’atteggiamento corretto da parte dei promotori
di progetti di questo calibro?
È necessario avere un atteggiamento lungimirante,
capace di soppesare rischi e benefici e orientato
all’innovazione come leva strategica, e
quindi competitiva, dei progetti di business.
Perché abbracciare l’innovazione,
e dunque tecnologie innovative, genera risparmi,
abbassa i costi di gestione e archiviazione delle
informazioni, snellisce i processi. In una parola:
razionalizza, portando valore magari non tangibile
nell’immediato. Ma che nel tempo emergerà
in tutta la sua forza.
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