
Un
secolo di ‘corsa’.
Intervista a Camillo Ranza, Presidente di Autoguidovie SpA e a
Gabriele Pusinelli Responsabile Sistemi Informativi Autoguidovie
SpA - pubblicata su Sistemi&Impresa
N.7 - ottobre 2011
Autoguidovie
si presenta a Sistemi&Impresa con un abito
tecnologico tutto nuovo. Abbandonati i vecchi
faldoni si è affidata a DocFlow
per la gestione documentale grazie a un nuovo sistema informativo.
Il
caso di Autoguidovie
C'era una
volta una guidovia. Un mezzo di trasporto
dall’aspetto del tutto simile a quello di una littorina,
ma con pneumatici al posto delle ruote in ferro.
Collegava Genova al Santuario della Madonna
della Guardia, con una strada che saliva ripida percorrendo
più di 700 metri di dislivello.
Erano altri tempi, oggi hanno preso il posto delle onorate
guidovie moderni sistemi di trasporto.
Per ripercorrere la storia di questo mezzo dobbiamo risalire
al lontano 1908, quando il fondatore dell’oggi nota ‘Autoguidovie’,
Alberto Laviosa, introdusse nel mondo dei trasporti
la sua innovazione: una motrice dal corpo di carrozza
ferroviaria con le ruote di un’automobile. Con la guidovia si
lanciava nei trasporti un nuovo sistema di trazione a motore
diesel che avrebbe poi sostituito le cremagliere.
Dopo un primo sviluppo che ha visto una notevole impennata
all’indomani della Seconda guerra mondiale,
Autoguidovie conobbe una successiva forte espansione
durante gli anni ’50 e ’60, periodo in cui rafforzò i servizi
sia nel pubblico, sia nel privato.
Grazie alla dedizione e ai sacrifici di tutta la famiglia l’azienda
è arrivata alla quarta generazione. In Autoguidovie oggi
lavorano circa 700 persone, delle quali 500 sono autisti. Di
autobus se ne contano più di 500, ma per Natale è in previsione
l’arrivo di altri 40 veicoli nuovi.
Un invito a scoprire insieme i segreti di un azienda che ha
fatto la storia del trasporto privato in Italia. Al vertice incontriamo
il presidente, Camillo Ranza. Nelle sue parole storie
di un lavoro oggi scomparso, ma anche storie di relazioni tra
politica, bene pubblico e servizio privato. Un leitmotiv che
accompagna quotidianamente quel tipo di imprenditore dal
cuore impavido su cui l’Italia può ancora contare.
Quali
sono i fatti più importanti che hanno
coinvolto l’azienda in questi ultimi
anni?
Quando 15
anni fa abbiamo assistito al primo segnale di
privatizzazione del settore, abbiamo colto l’opportunità e
costituito un gruppo di lavoro interno focalizzato
sullo sviluppo. Era un momento storico particolare.
Il cambiamento sembrava allora quasi inevitabile.
Ho deciso di intravedere nella privatizzazione
un’opportunità più che
un pericolo.
Così avete
iniziato un’avventura camminando sulle
vostre gambe. Che strategia avete adottato per
competere con il servizio pubblico?
Abbiamo
pensato a due vie per rilanciare la sfida: quella
della
tecnologia IT e quella della partnership vincente.
Per quanto riguarda la scelta del partner la
storia è complessa.
Avevamo
siglato un accordo con la Transdev, società a
capitale della Cassa Depositi e Prestiti francese
e dell’allora
Banca San Paolo. Il giorno dopo la sigla dell’accordo
vincemmo insieme il bando di concorso per i trasporti
nel territorio di Genova. Da lì nacquero
i primi attriti con Transdev che poi si accaparrò per
intero le linee di trasporto genoane. Dall’esperienza
di lavoro a contatto coi francesi abbiamo imparato
molto, soprattutto per quel che riguarda la pianificazione
a lungo termine.
Quali
sono i valori su cui si basa la vostra value
proposition?
Ne potremmo
individuare principalmente tre. I Passeggeri,
il Personale, l’Organizzazione.
Su questi tre pilastri poggiano i valori dell’azienda.
I Passeggeri: tutta l’attività di
Autoguidovie è focalizzata sui nostri
clienti. L’azienda colloca la loro
soddisfazione al centro del suo progetto d’impresa.
Vogliamo mantenere le nostre promesse sia con
il cliente istituzionale, sia con il passeggero
che utilizza il servizio pubblico. Ovviamente
con
un occhio di riguardo sempre alla redditività – uno
dei nostri fiori all’occhiello – che
riusciamo a mantenere alta perché paghiamo
costi di gestione più bassi rispetto ad
altre aziende della nostra dimensione.
Il Personale: oggi ogni dipendente trova la sua
storia professionale tracciata su una scheda
formativa privata in cui sono annotate tutte
le informazioni. Abbiamo da poco portato a termine
la mappatura di tutti i ruoli, allocando le persone
nelle posizioni a loro più consone
e riscrivendo le job description.
Quanto state
investendo e quanto tempo dedicate alla formazione
del personale?
L’azienda
ha investito oltre 600mila euro in formazione.
Per tutti i dipendenti sono previste
sessioni formative a seconda del ruolo e dell’incarico
specifico che svolgono. Sulla formazione degli
autisti stiamo investendo molto, e lo facciamo
convinti che migliorare le loro competenze relazionali
con i passeggeri costituisca un valore aggiunto
per Autoguidovie. Spesso gli autisti del livello
più alto
affiancano nella formazione i più giovani,
facendo leva sulla loro competenza professionale.
Non
abbiamo ancora parlato del terzo pilastro:
l’Organizzazione…
Il
know how in mano alla nostra funzione IT è da tempoconsolidato.
Autoguidovie può avvalersi
di una competenza informatica specifica che le
permette di avere a disposizione strumenti tecnologici
all’avanguardia per
la gestione ottimale del servizio, dalla pianificazione
dei turni del personale alla gestione della sua
flotta. Storicamente abbiamo portato avanti una
diversificazione del business anche mediante
attività di consulenza, progettando soluzioni
gestionali complesse per aziende di trasporto
pubblico. Col passare degli anni la decisione è
stata quella di focalizzarci solo sul nostro
core business di sempre, i trasporti. Abbiamo
così iniziato
ad affidare in outsourcing diverse attività scegliendo
partner strategici.
Grazie alle nostre competenze in ambito IT abbiamo
disegnato una strategia di gestione del sistema
informatico che comprende un utilizzo sinergico
di diversi strumenti come ad esempio un datawarehouse
in cui sono raccolti tutti i dati aziendali,
un sistema AVM (Automatic Vehicle Monitoring)
grazie al quale si monitora il percorso dell’autobus
e da ultimo un sistema di telecamere all’interno
e all’esterno del veicolo per garantire
la sicurezza del nostro personale e monitorare
la dinamica degli incidenti.
Oggi l’azienda può contare su un ‘parco
veicoli’ che comprende oltre 500 mezzi.
Quale investimento richiede la gestione di così tante
macchine complesse?
L’intera
gestione tecnica dei mezzi è affidata
a un nostro partner di eccellenza, Mercedes.
Con la casa tedesca è statosiglato un
contratto di ‘full service’ per
la manutenzione dei mezzi. L’autobus è infatti
un veicolo che richiede molta cura nella gestione
e uno stretto monitoraggio dei consumi. Mercedes
offre un servizio di assistenza che ci ha permesso
di ridurre notevolmente l’attività delle
nostre officine, perché mette a disposizione
il suo personale.
Questa soluzione ci ha consentito di eliminare
il problema legato alla disponibilità di
spazio per il deposito degli autobus da riparare.
L’innovazione
tecnologica è sempre stata uno dei vostri
driver. Dall’intuizione della guidovia
all’implementazione dei software gestionali
più all’avanguardia.
È un
po’ come se l’innovazione tecnologica
fosse parte integrante del nostro Dna. Mio nonno,
Alberto Laviosa, aveva una vision molto innovativa
per quell’inizio
di secolo.
Dalla sua invenzione si gettarono le basi di
Autoguidovie. Come c’è stato modo
di osservare in precedenza, siamo da sempre molto
competenti anche su tutta la parte di gestione
informatica. A questo punto preferirei lasciare
la parola al Responsabile dei Sistemi Informativi,
Gabriele Pusinelli, che – affiancato dai
consulenti di DocFlow – ha
seguito il lavoro di implementazione in Autoguidovie
della gestionale documentale.
Come è avvenuto
l’incontro con DocFlow e cosa è cambiato
nei processi?
G.P.: L’esigenza
che ci ha suggerito di rivolgerci a una società come
DocFlow era quella di dematerializzare la mole
di documenti presenti nei faldoni che occupavano
ormai troppo spazio. Con diverse sedi distaccate
in Lombardia i documenti cartacei rischiavano
di non giungere a destinazione in tempo e per
la loro gestione spesso si producevano diseconomiche
ridondanze. Il bisogno è esploso all’indomani
della presa in carico del servizio di trasporto
nell’area di Milano Sud Est
(luglio 2007) e qualche mese dopo nella odierna
provincia di Monza e Brianza. Con la crescita
della società si erano
create nuove strutture delocalizzate con segreterie
amministrative che operavano in modo disomogeneo
così che la gestione
documentale era diventata ingombrante e poco
tempestiva. Inoltre, una massa consistente di
documenti non veniva ‘
protocollata’. In questo modo il margine
di rischio per la dispersione di informazioni
importanti era elevatissimo. A fine 2008 la scelta
strategica è stata
di individuare in DocFlow un nuovo partner a
cui affidare la nostra gestione documentale.
In concreto,
quali miglioramenti con la nuova gestione documentale?
G.P.: Dal 2009 abbiamo dematerializzato
8mila documenti relativi alla corrispondenza
in entrata/uscita,
quasi 30mila documenti amministrativi e altri
30mila documenti del Personale, 50mila verbali
e circa 8mila ordini. Il progetto sulla gestione
documentale ha avuto da subito un riscontro positivo
per l’azienda, e
in tempi davvero rapidi ha portato risultati.
Attraverso la visualizzazione dei flussi di processo
abbiamo avuto la misura del tempo e del lavoro
che avremmo potuto risparmiare. Cifre da capogiro:
con il vecchio sistema si producevano complessivamente
mezzo milione di pagine di carta in un anno,
di cui circa 100mila inutilizzate. Ogni documento
veniva duplicato fino a 15 volte. Analisi di
mercato
condotte da enti terzi stimano che il costo di
trattamento di una fattura cartacea è circa
18 euro e il tre per cento dei documenti finisce
archiviato erroneamente. Potrebbe sembrare una
cifra modesta, ma se pensiamo che per recuperare
un documento archiviato erroneamente si spendono
circa 120 euro, occorreva trovare una soluzione.
Oggi un documento acquisito dalle segreterie
periferiche (unità di Business) è immediatamente
disponibile in sede centrale e viceversa, mantenendo
una tracciabilità puntuale su chi/quando
ha preso visione del documento. Oggi non dobbiamo
più aprire un faldone
per ricercare una fattura, non dobbiamo ricercare
tra scaffali impolverati il libro giornale ed
i registri iva dell’anno
precedente. Anche il cedolino paga è disponibile
in formato digitale e soggetto ad archiviazione
ottica sostitutiva.
Per
le persone che operano sul sistema è stato
difficile imparare i segreti della nuova gestione
in formato digitale?
G.P.: La sfida più grande oggi è formare
i dipendenti che operano sul sistema per far
capire loro l’importanza
di gestire, catalogare ed archiviare immediatamente
i documenti in entrata. Al momento sono cento
le utenze attive che accedono al sistema. Per
questi cento dipendenti è stata
progettata una formazione ad hoc sull’utilizzo
del gestionale.
Un’ultima
curiosità. Quale l’elisir di lunga
vita per le aziende come la sua con più di
100 anni di attività? Tutti vorrebbero
conoscerne il segreto…
Presidente Ranza: Le aziende vivono
la loro vita a cicli. Mi piace citare il paragone
con le squadre di
calcio. Di solito si dice “squadra che
vince non si cambia”.
Nel nostro caso è importante che la squadra
non cambi i giocatori ma che siano i giocatori
a cambiare se stessi per vincere ancora. In questo
modo sono capaci di giocare nuove partite mantenendo
l’identità di una volta. Autoguidovie
cresce e cambia ogni giorno e ogni giorno chiede
ai suoi dipendenti di crescere e di saper cambiare
per affrontare nuove sfide.
A cura di di Luca
Papperini.
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